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sabato 28 maggio 2011

Milano: Lonati in forma olimpica: record sui 400 strappato al Lando - il ritorno del Gangio - Vals cacciatore di caps

All'Arena di Milano, il 25 di maggio, infornata di 5 caps per i Capriolesi. Il man of the match è stato indubbiamente il rinato Omar Lonati, capace di due grandi prestazioni su 100 e 400. Sui 100, con un vento contrario di 1,1, stampa un 11"48 che ha dello "storico". Infatti nella graduatoria all-time capriolese della specialità si insedia al terzo posto, dietro ad Arben e al sottoscritto, scalando 4/5 posizioni in un botto solo rispetto alla precedente posizione, frutto dell'unico 100 corso l'anno scorso, a Como, in una giornata di "down". Prestazione che si colloca al 73° posto nella lista storica dei 100 in Capriolese, su 132 totali. Ma è anche la 13^ nella categoria M40, dominata (le prime 12) da Arben Makaj. Passano diversi (pochi) minuti e Omar si presenta in pista per il suo primo 400: 53"37, tempo che ha un duplice valore statistico. Anzi triplice: è il suo esordio nella specialità, lo inserisce nella graduatoria all-time all'ottavo posto su 15 atleti schierati nella specialità nella storia, e sorpattutto perchè ottiene il record sociale M40, strappandolo a Luca Landoni che l'aveva stabilito meno di una settimana prima. Aggiornate le statische e le tabelle dei record. S
ui 100 metri si rivede finalmente anche Roberto Gangini, che ottiene un tempo un pò strano per le proprie capacità: 11"93, che è il 110° risultato sui 100 in bianco-blu. Mmm... chissà come mai. Almeno salgono i caps: 23, uno in più di Luca Landoni, che però quest'anno ha un trend pazzesco.
Infine altri due caps per Alessandro Valsecchi. La catapulta ha un pò le polveri bagnate, tra lavoro e pochi allenamenti, quindi spazio al divertimento: 35,27 di martello (che non è male): è la sua 5^ prestazione di sempre (su 17) in Capriolese e la settimana totale (su 22) e 11,42 di peso (che invece è molto sotto i suoi standard, anche se avesse avuto il braccio legato dietro alla schiena). 63 le gare di lancio del peso tabellate in Capriolese, e 47° risultato. I caps salgono a 121, al netto dei 4 di Gand.

domenica 17 aprile 2011

Ancona 2011 - La staffetta del delirio


Dopo una due giorni di sfiga allo stato puro, tra squalifiche, quarti posti, prestazioni un pò così-così, giudici inflessibili e inadeguati, tocca finalmente alla staffetta. Finalmente un pò di fortuna prima di partire: ci tocca la serie più debole in quanto senza tempo (come M40), quindi cambi in sicurezza. Non dovrebbero esserci problemi di sorta, si pensa, poi aspetteremo di vedere quello che faranno le altre staffette. Cerchiamo di montare un treno subito veloce, per fugare qualsiasi altro dubbio dell'ultimo secondo, tipo qualche fenomeno improvviso. Il vettore lunare parte con Omar Lonati, guarda caso in sesta corsia, quella della squalifica, ma stavolta ben redarguito sugli obblighi dati dalle linee. Gran prima frazione e passaggio al sottoscritto (un pò provato da mazzate varie), e vantaggio sicuro che si consolida. 'na passeggiata! Si cambia nettamente per primi e tocca a Roberto Gangini, anche qui con un vantaggio che si accumula ancor di più. Poi Robbo arriva sul rettilineo finale prima del cambio successivo con Cosimo Sguera. Risultato in cassaforte. Ma a quel punto avviene l'imponderabile. La scena è quasi al rallentatore... il testimone per qualche strano presagio, o maleficio, volteggia per aria per qualche attimo che sembra non finire mai, nel silenzio pneumatico delle emozioni, con il fiato che si blocca nei polmoni e i volti pietrificati in un attimo per l'eterno. Il vile aggeggio gira su sè stesso, una, due volte, mentre Cosimo, folgorato da chissà quale momento catartico realizza in una frazione di secondo che vige qualche astrusa norma internazionale che vieta allo staffettista cedente di raccogliere il gingillo, lasciando l'incombenza al "prendente". Quasi fosse un cercatore di tartufi bianchi, allontana il Gangini accovacciandosi su sè stesso, lentamente nelle menti di chi guarda, aspettando che il testimone si cheti in qualche parte della pista che non  lo costringa a doversi buttare in chissà quale gesto poco nobile. Alla fine è fermo, il rumore che rompe un intero palazzetto è solo quello sordo del metallo che tocca la plastica dura... tin, tin... poi finalmente arriva la mano solida di Cosimo, e la vita ricomincia, fragorosa. Disperata. Qualcuno rimanda gli Dei in paradiso con rabbia, i volti ritornano attenti. Quel momento dura 3"42... cronometrato. Cosimo finisce e la Capriolese chiude in 1'39"16. Perso, non potrebbe essere altrimenti. Ci si cambia... questi campionati non potevano che finire così. Ed invece... Landoni lancia un grido. Vittoria!! Vittoria? Come vittoria? Ebbene sì, dalla seconda serie nessuno riesce a fare meglio e arriva la 26^ vittoria Capriolese, la decima in una staffetta, che, per inciso, rimane imbattuta da 4 anni e mezzo, tra 4x100, 4x200 e 4x400. Ma che delirio...

venerdì 18 marzo 2011

Italiani Master: dai 60 tante mazzate

Questi Campionati Italiani Master ad Ancona sono stati sicuramente quelli in cui è successo tutto quello che non doveva succedere. Una somma infinita di sfiga concentrata. E' successo davvero di tutto: medaglie perse per millesimi, squalifiche, testimoni caduti... Nei 60 schieriamo tre atleti. Risultato? Due quarti e un quinto posto. Sui 60 M35 mi schiero io, anche se quest'anno finalmente sono scesi in campo i "mostri". Tant'è che nella serie senza tempo tal-Iorio schioda un 7"13 (tempo che non corro da 20 anni). Ok, nella prima serie mi trovo invece Marco Aldo Alaimo, un paio di volte sul podio agli italiani assoluti. Alaimo finisce la sua corsa in 7"08 e già in partenza non lo vedo proprio. Io limito i danni con il mio solito 7"28 (l'anno scorso con 7"25 vincevo il titolo...). Nella somma dei tempi si inserisce anche un altro nuovo "ragazzo" con 7"26 (anche lui nella serie senza tempi)... e sono così quarto per due centesimi. Prima della mia volata era stata la volta di Roberto Gangini e Omar Lonati sui 60 M40. Quest'anno Max Scarponi non è nemmeno in formissima e Paolo Chiapperini non riesce a confermarsi in tempo. Un'autostrada per le medaglie? Macchè! Bubu Gangini corre in 7"41 e arriva ad un centesimo dal... secondo posto (visto che il secondo e il terzo hanno chiuso entrambi con 7"40). Omar ha invece nella partenza il suo tallone d'Achille: è ancora là che aspetta lo sparo... e sul traguardo 7"49 e quinto posto. Tra gli M55 Ferdinando Savarese corre in 8"50, che se non altro è il record sociale M55. Uno dei pochi aspetti positivi dei sessantisti bianco-blu di giornata. Ottimo esordio capriolese ad Ancona. Due legni e un legnetto... Quanto meno si spostano i caps, che fanno sempre piacere. 

martedì 12 ottobre 2010

Regionali Master: 8 titoli regionali, tutti a medaglie tranne... uno

Solita ridda di medaglie d'oro per la Capriolese nell'ultimo weekend all'Arena Civica di Milano. Dopo le ottime prestazioni in terra sarda, tocca i Campionati Regionali (praticamente invernali) master individuali. Alla fine il medagliere conterà ben 8 medaglie d'oro e 1 d'argento. Ma andiamo con ordine. Assente giustificata La Catapulta Ale Valsecchi, mentre la nutrita schiera di velocisti sembra essere al completo, con la presenza di un Omar Lonati in gran spolvero. I 100 metri sono la prima gara: si inizia con il solito problema delle staffette. Nella prima giornata ci sarà la 4x100: chi la fa? Il problema sono il numero di gare per giornata: 2. Omar si dice disponbilie per la staffetta, io pure, Cosimo anche, il Gangio ci mancherebbe, e Mik è il valore aggiunto. C'è chi vorrebbe fare due gare, chi con la staffetta dovrebbe rinunciare ad una gara. Così i soliti destini incrociati del Gangio e di Mik Folli risolvono qualsiasi problema di abbondanza: entrambi infortunati nel riscaldamento dei 100 metri. Gangio, a dir il vero, si era presentato con una vistosa fasciatura fittizia (sembrava se le fosse fatta da solo con il domopack), probabilmente temendo Omar Lonati. Mik, invece, per la proprietà transitiva che lo lega al Gangio (dopo le sfavillanti prestazioni sincrone sui 200 di settembre) accusa quasi subito un dolore alla medesima gamba sinistra, acutizzarsi di un lavoro vascolarizzante effettuato sul pratone dell'Arena qualche sera prima. Due infortunati e le gare devono ancora iniziare. Ci pensa così Omar Lonati, che sui 100 corsi con maglietta bianca, calzamaglia e babbucce, sigla un buon 11"82 e porta a casa il titolo M40 (che il Gangio, per la verità, guardava con l'acquolina in bocca). 1-0 e palla al centro. Si cambia specialità: il Gangio e Mik finiscono in Tribuna, dove a sorpresa fa la sua comparsa Rengo in borghese e celato ai più da un cappello militare. Partono i 400: la 6^ e la 7^ corsia rimangono vuote, triste retaggio di infortuni e scelte dissennate capriolesi: sarebbe stato il primo vero trial bianco-blu, con Omar e Mik, oltre al Ben e a Cosimone. il Presidente onorario si aggiudica comunque la gara con 51"44, mentre Cosimo viene infilato ancora una volta da Francesco D'Agostino, svuotandosi nell'ultimo rettilineo come un otre di vino e finendo in 53"96. Un oro e un argento come M35. Nel lento incedere delle gare, Edo Fontana si presenta al via dei 1500 che chiuderà in 4'29"60. Suicidio in diretta, visto che la gara si dipana come un fiume lento nel suo letto, per poi arrivare alle rapide finali... e queste non sono le gare per Edo, che sembra soffrire più ad andare piano che ad andare forte! Incredibile ma vero, arriva 5° come M40, segno che il volatone finale non fa proprio per lui. Il tutto si conclude con la staffetta provinciale 4x100 che, orfana ormai di parte del team, diventa una rappresentativa provinciale composta oltre che dal sottoscritto, da Omar Lonati, Walter Comper e Alessandro Burri, ottimi velocisti bresciani in grande crescita. Il crono si ferma a 44"50, che sarebbe anche il nuovo record italiano per società, se fossimo stati una società... Nel freddo umido autunnale di Milano si conclude così la prima giornata.
Nella seconda Rengo si presenta davvero sui 400 ostacoli. L'aveva detto il giorno prima, ma era difficile da credersi. Invece è là, sui blocchi, come nei bei vecchi tempi. La serie sembra quasi una riedizione di un campionato regionale dei primi anni '90, con Gigi Rebuzzi e Frederic Peroni. Allo sparo "the Rings" parte cauto, affronta gli ostacoli quasi temendo la distanza, poi a poco a poco inizia la metamorfosi che lo fa sembrare quasi quello di un tempo: alla fine divora l'ultimo rettilineo alla Mori e vince con 59"32, record sociale M35, ma quel che più conta col nuovo titolo di Campione Regionale della distanza, degno sostituto di Lele Garini, assente per infortunio. Ok, siamo a 3 ori e un argento.
Dai 200 arrivano altri due ori: il mio sui 200 M35 (22"84) e quello di Omar come M40 (23"75) inseriti nella stessa serie falcidiata da un vento di quasi due metri contrario. Dopo poco partono gli 800 di Cosimo Sguera e Edo Fontana (quest'ultimo in cerca di rivincite dopo la gara del giorno precedente). Cosimo si cimenta nel ruolo del Rudisha del Gratosoglio, vincendo per distacco in 2'07"12, mentre Edo ricasca nel vortice della gara tattica lenta, e in un concitato finale viene risucchiato da un nugolo di atleti bramosi di batterlo da tempo immemore. Per fortuna, fatta la dovuta cernita, fra di loro non alberga nessun M40, quindi bi-titolo negli 800 con 2'14"66.
Nel frattempo nella gabbia del disco si consuma una tragedia sportiva: il Gangio, pensando di aver vita facile nel vincere una medaglia, si butta sul lancio del disco. Le circonlocuzioni gettano tutti i suoi concorrenti nel più tetro sconforto, lasciando che la gara scivoli via nel canalone della mediocrità. Alla fine giungerà addirittura 6° (probabilmente la gara più affollata dei Regionali Master) con poco più di 15 metri. Inguardabile.
Finalmente, un ultimo raggio di sole sull'Arena, con la 4x400 Capriolese. Una formalità sulla carta che a momenti si trasforma nella prima sconfitta della storia delle staffette bianco-blu. Già qualcuno ci aveva provato a Cagliari. Qui una società prima sconosciuta, attenta all'imbattibilità fino all'ultimo metro, probabilmente perchè i Caprioli avevano affrontato la gara un pò sottogamba. Rengo parte addirittura senza blocchi e con le scarpe da riposo; Edo con gli occhiali da sole nonostante ci fosse buio; Cosimo arcigno come al solito, ed il sottoscritto in affanno per un 400 in un minuto. Per fortuna arriva l'ottavo sigillo ai regionali master. L'unico a bocca asciutta, il Gangio.

giovedì 7 ottobre 2010

Cagliari, finale c.d.s.: la seconda giornata

(il trofeo vinto dalla Capriolese) - Dopo aver passato la nottata nel bed & breakfast ammucchiati come in un laboratorio cinese interrato in via Paolo Sarpi (ma nessuno se n'è accorto, visto il sonno adamantino cui tutti sono piombati la notte prima) nel chiarore dell'alba mi sveglio per primo: la mia garà sarà alle 9 o giù di lì: mai nemmeno allenato a quegli orari. Mi autoflagellerò con un 200 ostacoli. Sgattaoiolo fuori dall'appartamento, mentre Gangio, respinto da Mik nella nottata ormonale priva di telefonate verso Copacabana, abbraccia un cuscino quale surrogato alle proprie pulsioni. La gara mattutina è davvero qualcosa di nuovo: la gente ha la faccia assonnata, molti sono sorpresi di vedermi scaldarmi prima degli hs. Comunque sia, si va in pista, provo i primi 2 ostacoli con orrore: non mi vengono con 8 passi!! Poi penso che non so proprio cosa accadrà dopo il secondo, visto che in allenamento fino a lì sono arrivato: tutto un'incognita. Riprovo i due ostacoli e stavolta casco giusto. Si parte: sono un pò bloccato con la gamba destra, ma si arriva in fondo pure divertendomi! 27"51, nuovo record sociale. Nel frattempo arrivano alla spicciolata gli altri Caprioli. Il primo a riproporsi in pista è Edo Fontana, sui 3000. 9'49"44 di sofferenza in una specialità sempre un pò ostica. Hai regionali edo aveva corso in 9'36"12, ma era nel pieno della propria forma. 2 caps e un paio di mangiate che l'hanno fatto ingrassare in maniera esagerata. Sui 200 si ripete invece la sfida tra il Gangio e Linfordbif. Stavolta Biffi sigla l'1-1 vincendo la gara in 24"09, lasciando a 3 centesimi Gangini (24"12). E' poi la volta degli 800 con l'araba fenice Cosimo Sguera, rinato dopo un infortunio invalidante di qualche giorno prima. Nella stessa gara Luca Landoni, un pò il Fernando Redondo della Capriolese, nel senso che ci si aspetta sempre che faccia qualche cosa di fenomenale dopo l'infortunio e la prolungata assenza. La gara però è la solita sfida a tre tra Francesco D'Agostino, Giuseppe Romeo e il nostro Kos. Romeo conduce fino a 100 metri dalla fine, poi parte D'Agostino braccato da Cosimo. D'Agostino alza il braccio ad un paio di metri dal traguardo proprio mentre Cosimone lo sta per raggiungere: 6 centesimi di distanza fra i due. 2'03"65 a 2'03"71. Alle sue spalle, dopo 550 metri fatti da protagonista, il Lando, che arriva 5° totale in 2'07"87. Finita la gara, inizia la questione staffetta. Ci si ritrova in zona traguardo: 5 atleti per 4 posti. Chi dentro? Chi fuori? Il Lando si tira subito dentro, essendo stato la vittima sacrificale di Roma (Campionati Italiani) sulla 4x400. Gli altri. Si decide ad un certo punto di sorteggiare. Poi passa la mozione "record", cioè con lo schieramento dei migliori. Poi passa la staffetta "suicidio", con un sorteggio allargato al Gangio. Alla fine Mik, che vantava un tempo uguale a quello del Lando, decide di astenersi a favore degli altri. Grande Mik, sarà ricompensato ai prossimi appuntamenti. Parte la 4x400: una delle più combattute dall'imbattuta storia della Capriolese da Master. Linfordbif parte, ma è un pò appannato per i 200. Cambia per secondo al Lando (prima l'Athlon Bastia). Si era deciso di rendere la gara combattuta, ma così è una guerra! Infatti nella prima curva, ne approfitta subito la Giovanni Scavo 2000, che infila il neo-trentino. Tempo un rettilineo e rinviene anche la Daini Carate! 4' ai 200... Athlon e Scavo fanno il gap, il Lando si lancia in una sfida intestina con i cugini lombardi. Al cambio col Kos (come nei box della Formula uno) avviene il sorpasso. Umbri e Laziali scappano via, Cosimo si attesta ad una decina di metri di distanza. Troppo. La gara si dipana così per 300 metri, poi avviene il vero miracolo: il kos azzera nel giro 80 metri il gap cambiando praticamente alla pari con le due società fuggiasche. Tocca al sottoscritto, che dopo un paio di spallate vigorose con l'amico Minelli, riesce a sorpassare anche Donnarumma della Giovanni Scavo. Si forma il trenino, ma alla fine nessuno sorpasserà il locomotore. Primi: 3'35"02. Totale "reale": 4 vittorie (100, 200, 400, 4x400), 1 secondo (800), 3 terzi posti (100, 200, 200hs), 3 quinti posti (800, 1500, 3000), e il 23° posto nel giavellotto di Sguera. Con soli 9 punteggi su 13, si arriva al 22° posto. E si vince il bel bronzetto di cui alla foto. La media dei 9 punteggi porterebbe ad un piazzamento attorno alla 14^, 15^ posizione. Non male comunque. La trasferta si conclude in un ristorantino cagliaritano con una bella infornata di gnocchetti alla campidanese.

mercoledì 6 ottobre 2010

Cagliari, finale c.d.s.: la prima giornata dei Caprioli

(Biffi con lo "zainetto" Sigma) - Prima esperienza ad una finale di un c.d.s. per noi Capriolesi, con grandi emozioni, una manciata di vittorie, una vagonata di podi "reali", ma alla fine una sola medaglia e il 22° posto nella classifica per società. Siamo a Cagliari: purtroppo alcune pedine fondamentali per i nostri c.d.s. hanno defezionato (giustificate, come Ale "La Catapulta" Valsecchi) così si decide di cimentarsi in ordine sparso, a seconda delle proprie inclinazioni sportive e sessuali. Il campo base viene deciso a priori dall'event manager della Capriolese, Mik Folli. Chissà come e dove, scova un bed & breakfast a poche centinaia di metri dalla pista azzurra cagliaritana: due camere in un appartamento e un salone dove poter svolgere i briefing. Meglio di così! Mik era stato anche colui che mi aveva individuato una soluzione logistica in Ungheria, nell'ostello di fronte alla pista di Niyregyhaza (oh! ma devo ancora scrivere di quell'esperienza!), salvo poi lasciarmi solo con l'uomo-calzamaglia. Io giungo direttamente sabato mattina con un volo Ryanair giusto per frollarmi le gambe nel giorno della gara. Sui 100 a sorpresa oltre al titolare Robbo Gangini, si presenta Daniele Biffi (dopo una decina di pacchi consecutivi) che in Sardegna era in vacanza da circa una settimana (qualcuno sostiene che in realtà fosse in raduno nell'attigua pista proprio in vista dei c.d.s.). Per allontanare i sospetti sulla sua pregressa presenza si presenta alla squadra con una borsa della spesa (quelle di plastica) dei supermercati "Sigma", con all'interno le chiodate, un cambio di mutande, un paio di banane e il wc-net. Prima sfida intestina nella serie più forte: Robbo parte come suo solito (diciamo "quasi" come il suo solito) e vince la gara in 11"86, mentre Linfordbif si rende protagonista di una partenza bradipeggiante ed è costretto a rincorrere giungendo terzo con 11"90 con coda polemica stile Robbo ("hanno sbagliato a prendere la mia posizione! Ero secondo!"). Nella realtà fattuale abbiamo un oro e un bronzo, per la dimensione-Matrix dei c.d.s. nulla. E' poi il turno di Mik Folli, the tank, sul "giro", i 400 metri. Come avversario sulla sua strada trova anche Pistillus, lo sperone calcaneare vivente, o il sexy-sperone come viene chiamato nella zona compresa tra l'Ungheria e la Finlandia. Mik aggredisce i primi 200 metri, passando molto veloce. Poi subisce il blocco della soletta mentre sta affrontando la seconda curva e la sua gara, che in proiezione poteva essere da Season Best, si trasforma in un piccolo calvario: 55"00, battuto da tale Pollicino Giovanbattista. Poi è il turno del sottoscritto, che davanti ha proprio il futuro mattatore di Saraceni (ipse dixit). Ma la gara si esaurisce quasi immediatamente: 51"33. Due ori e un bronzo... mmm, in realtà ancora nulla. E' poi la volta di Edo Fontana, e i fantasmi di Cattolica sembrano per un momento (lungo) concretizzarsi sui 1500. Stessa partenza decisa, gruppetto di testa, poi il lento distacco e la muta di cani assetati di sangue che a poco rinviene forte. Stavolta si arriva in fondo in 4'27"11, quinto totale, un pelo davanti a Max Cimato (2 centesimi!). Dalla sua una costola incrinata che di certo l'avrà bloccato. C'è poi il tempo di assistere ad un estemporaneo tiro del giavellotto di Cosimo Sguera, alla disperata ricerca di caps visti i due pentalanci di Ale La Catapulta Valsecchi delle ultime settimane. Risultato "storico" per Cosimo: 27,17, che lo pone tra i primi 5 lanciatori di sempre Capriolesi (devo andare a guardarmi il mio data base). Finite le gare, si decide per un ristorantino al centro di Cagliari, dopo un piccola mezza maratona. Si decide che non è tempo di risparmiare lo stomaco in vista delle gare mattutine. Cozze, gnocchi alla campidanese, pesci crudi, birra scivola via come rosolio. Peccato che i camerieri non avessero i caricabatterie della Nokia per Gangio, con il rischio di perdere l'esclusiva come call-centre-man verso il sudamerica. E' giunta però l'ora di andare a nanna: per smaltire la pantagruelica mangiata si decide di ripercorrere a ritroso la maratonina. Nella cameretta adesso siamo in quattro: io, Mik, Gangio e Cosimo. Una camerata in 6 metri quadrati. Ma a noi uomini non importa (un pò più a Mik, che avrebbe potuto subire le esplosioni ormonali di Robbo privo ormai dei freni inibitori dati dalla presenza del suo cellulare Nokia). La prima giornata viene così archiviata.

giovedì 16 settembre 2010

Qualcuno fermi quei due! L'insana coppia Gangini-Folli sfavilla all'Arena

(Il Gangio in una foto d'epoca) - Devo mio malgrado continuare a parlare della coppia di ducentisti Roberto Gangini & Michele Folli, che in questo scorcio (finale) di stagione agonistica sta regalando pagine di atletica memorabili. Porta pazienza Federico (Dorati... autore del nuovo Primato Sociale nella maratona!) e altrettanta pazienza accordami Luca (Landoni... altro primatista sociale nei 400 M40 proprio nella stessa serata) ma ho promesso di dare subitaneo lustro alle imprese di cui sono stato testimone oculare ieri sera all'Arena Civica di Milano. Tra l'altro presenti in qualità di cercatori-di-caps Ale Valsecchi (in forma olimpica... ma per gli anni dispari) e il sottoscritto. Ieri dov'eravamo rimasti? Ah sì, che da un giorno all'altro (tra sabato e domenica) i due erano riusciti a peggiorare anche di mezzo secondo in un caso (il Gangio) e 3 decimi Mik. Il Gangio assicurando la presenza a pranzi luculliani dai quali si sarebbe alzato giusto per accomodarsi sui blocchi, mentre il Mik rimanendo relativamente abbottonato, meditando chissà quale risposta sul campo. Cosa sarà avvenuto, quindi, ieri sera? Naturalmente li vedo arrivare insieme e dopo un paio di giri Mik inizia una serie di esperimenti manipolando le sue protesi plantari: in ogni combinazione qualche pezzo di corpo tendeva a sbiellare. Se indossava la protesi slick tirava il bicipete femorale; con le rain il ginocchio andava in torsione; con quella media si accorciava tutta la muscolatura. Alla fine opterà per le medie, visto che gli verrà appioppata la prima corsia e necessiterà quindi di un pò di grip. Il primo ad essere sparato nella mischia è comunque il sottoscritto: 22"77. Quindi è arrivato il tempo di Mik che non sembra nemmeno partire malissimo, ma i delicati equilibri delle sue catene muscolari lo inducono alla prudenza, che lo porteranno a sfondare in pochi giorni due volte la barriera dei 25" e a perlustrare quell'oscuro universo che ci sta dietro: 25"16. Quasi mezzo secondo in più rispetto al SB di Bellinzona, con un tasso di peggioramento del 2% ad ogni due gare. Nel modello da lui ideato (ma ci sono spread di 8 secondi!) è tutto calcolato. Robbo invece si nasconde coniglescamente e per far il figo si iscrive con un tempo ridicolo (qualcuno avrebbe visto addirittura un 25"5), per poter dettare legge in batteria e regolare i marrani che si sarebbero parati di fronte con tempi impresentabili (per lui). Infatti parte molto forte, ma alla fine viene lo stesso rimontato e battuto: tempo al momento non noto, ma qualcuno sostiene addirittura un 25"17 (anche qui sembra che abbiano sbagliato ad attribuirgli il tempo con quello arrivato prima di lui... nella serie precedente). La serata si conclude con le bordate del Vals che arrivano più o meno a 11,80: peggiore risultato degli ultimi due anni e ottimo preludio per il finale della stagione. E andiamo ragazzi!

mercoledì 15 settembre 2010

Recuperiamo il tempo perduto! Iniziamo dalla coppia Gangini-Folli

Mi sono assentato un pò troppo dal blog Capriolese per una serie di problemini di tempo. Rieccomi a cercare di recuperare il tempo perduto: davvero tanto! I caps sono più o meno aggiornati, ma sto eseguendo il controllo-qualità. Quindi meglio dedicarci ai singoli atleti e a quello che hanno fatto in questo ultimo mese. Parto come scritto nel titolo dall'accoppiata Roberto Gangini e Michele Folli: poi ho il race-report di un nuovo fantastico record sociale di Federico Dorati (penso unico caso sulla terra dove un atleta conservi contemporaneamente il record nel salto in lungo indoor e quello nella maratona), quindi alla nuova vita agonistica di Giancarlo Cicchetti, alle solite numerose presenze di Edo Fontana e Ale Valsecchi e qualche mio caps sparso tra Svizzera e Milano. Insomma, tutti avranno lo spazio che meritano. Cominciamo comunque dal famoso duo delle meraviglie: Roberto Gangini e Michele Folli, particolarmente attivi negli ultimi giorni. Tre presenze a testa nel giro di due giorni: cose dell'altro mondo! Temerari i due ragazzi, visto che in agosto avevano pensato bene di andare dall'altra parte del globo a divertirsi: uno in Australia e l'altro nel sud-est asiatico. Come sono tornati? Valutate voi. Tutto inizia al Meeting Internazionale di Bellinzona, sabato scorso, dove Robbo parte con una sciabolata sui 100 metri: 12"04 (108^ prestazione nella storia della Capriolese). Il risultato rimane celato per diverse ore: nelle conversazioni via sms o a voce, non viene mai pronunciato il fatidico numero "12". Poi sui gradoni dell'Arena Civica esce in tutta la sua nuda cruda verità: "Ben, mi sa che hanno sbagliato però a prendermi il tempo con quello davanti a me..." è la flebile giustificazione. Sbagliano i cronometraggi in Svizzera? Possibile? Per scrupolo in serata mi vedo i risultati: quello davanti a Robbo ha corso in 12"03... Per fortuna ci sono i 200, che sono davvero la classica valvola di salvezza (insperata, visto che il Gangio è esclusivamente uno sprinter puro): 24"27, non male davvero viste le premesse. Nello stesso Meeting Master, Mik Folli torna all'agone sparando un 55"52 sui 400 in piena solitudine, 69^ prestazione all-time, ma 8^ su 10 solo per Michele in Capriolese, che peggio aveva fatto solo a Gavardo ed Ancona quest'anno. Ma questa per lui è la stagione della ripresa agonistica dopo le numerose vicessitudini fisiche occorsegli nelle ultimi due anni. Dopo 40 minuti dal "giro" Mik è già in pista per i 200: 24"68, cioè 2 centesimi in meno che agli italiani di Roma e sua seconda prestazione all-time in Capriolese (vanta infatti un 24"02 risalente al maggio 2005). I due, dopo aver fatto incetta di premi al locale meeting trasferiscono quindi armi-e-bagagli all'Arena per una staffettona (addirittura con Arben!) che però non vedrà mai la luce: troppo tardi l'orario di svolgimento e la forma generale dei 4 aurighi sembra lontana dal decente globale. Non so quindi quale insano demone li abbia a quel punto istigati, ma fatto sta che il giorno dopo i due si sono presentati al via dei 200 ai Provinciali dell'Arena di Milano. Il Gangio prima si rimpinza dai parenti, quindi sfodera un 24"76 che peggiora di quasi mezzo secondo il 200 corso il giorno prima, mentre Mik sfonda la barriera dei 25": 25"02. Bravi comunque: ci vuole coraggio, sempre. Li vedremo stasera per il terzo 200 in 4 giorni??

giovedì 1 luglio 2010

Di tutto un pò: breve sintesi di gare "sparse"

Prima i Campionati Italiani individuali nella magnifica cornice dello Stadio Olimpico, poi la preparazione dei c.d.s. Master all'Arena (a proposito, da lunedì iniziamo a prenotare quanto meno l'aereo: chiunque!!), poi la preparazione al record italiano della 4x400. Ad alcuni risultati non è stato quindi dato il dovuto spazio, ma vediamo di recuperare il tempo perso (le statistiche però dovrebbero essere aggiornate... se c'è qualche refuso, segnalatemelo pure). Andiamo per ordine:
  • Rivera, gara nulla - succede anche questo in questo mondo... che nel tempio degli orologi, la Svizzera, salti il cronometraggio e ci si affida alla manualità, non ritenendola però degna di dare ufficialità ai risultati. Se andate a vedere i risultati delle gare a questo link, potrete acquisire l'informazione su chi c'era e chi no, e le posizioni finali di ogni serie. Tempi zero. A dire il vero durante la manifestazione i tempi erano stati forniti, ma alcuni erano talmente farlocchi da gridare allo scandalo (tipo un 10"19 del buon Andrea Verardo, che con tutto il bene che gli vogliamo, stentiamo un pò a crederlo). E dire che la Carpiolese si era presentata con ben 6 esponenti belli ringalluzziti. Si parte lo stesso, affindandosi alle sensazioni, un plotone di 400isti, il Duca sui 200 e Fontana sugli 800. I tempi li danno sì, ma non varranno. Speriamo bene. Nei 400 Cosimo Sguera dovrebbe aver segnato un ben augurante 53"6 (in prima serie). Il sottoscritto 52"1 (in seconda serie) con l'inedita sfida Michele Folli e Paolo Gangini, un paio di corsie oltre. Mik 55"2, mentre Paul 55"6. Peccato la non ufficializzazione del risultato. Nei 200 Ferdinando Savarese stampa un tempo strepitoso come M55: 26"2 (non mi ricordo il dato del vento). Ma anche qui, nulla sarà tramandato ai posteri (in prima serie Pelizzoli avrebbe corso in un 20"7 da fantascienza, ma poi non si sarebbe rivisto nemmeno agli italiani assoluti di Grosseto). Negli 800 l'immancabile Edo Fontana 2'08"5, che sarebbe potuto essere il suo miglior crono sulla distanza del 2010. Ma come dicevamo, varranno solo i caps...
  • Mentre i nostri si crogiuolano sulle piste, in Trentino, l'infaticabile Lorenzo Albini continua a mietere gare-su-gare. Stavolta inanella in 3 giorni 3 caps (e la classifica finale) di un tour in mezzo ai sentieri montagnosi. Gara estramamente tecnica, di cui riporto alcune sue impressioni (organizzata dal GS Favareggio). "prima tappa venerdi sera... 5 km definiti dallo speaker ... "un percorso tecnico misto corsa campestre e di montagna". Esperienza nuova sia l'una che l'altra e mi sono difeso bene tra filari di mele, rampe di salita, discese impervie per sentierini. Ho assistito anche a delle cadute. Chiuso 62mo e 10mo di categoria". Nella seconda tappa le cose si complicano: "sabato pomeriggio 12 km, prima parte con raffiche di vento contrario alimentate dal lago di Terlago e dislivelli paurosi nei boschi. Ho scoperto di avere buone doti in salita, ma devo imparare in discesa rubando i trucchi degli esperti montanari (in un km mi davano almeno 30'' che poi recuperavo salendo). Arrivo in picchiata con gambe che imploravano pietà 53mo assoluto 11mo di categoria". Nella terza tappa, invece "domenica mattina 11 km... un disastro: colazione sullo stomaco, indolenzimenti delle prime tappe e partenza anticipata di mezz'ora a mia insaputa. Morale primi 3km al gancio, parte centrale ragionando sul da farsi e 3 km finali di rampa nei sentieri col sole che picchiava in testa. Ho superato il traguardo e sono venuto via perchè ero anche di fretta." Classifica totale: un ottimo ottavo posto... peccato che Lorenzo non se ne fosse accorto per tempo e se ne fosse già andato senza ritirare il dovuto premio.
  • Alla prima prova del Trofeo Milano (il 16/06) succede quel che succede, cioè il record italiano della 4x400 e di cui ho già scritto un post più sotto. Prima dell'apoteosi erano scesi in pista Omar Lonati e Edo Fontana (ma dai?). Omar non parte benissimo, ma si distende bene in curva e nella primissima parte del rettilineo. Poi arriva il buio pesto. Superato a destra e manca da una moltitudine di atleti, conclude in 24"09 che non lo soddisfa per nulla. Non si sente molto in forma e rinuncia così alla 4x400 di cui era previsto l'utilizzo. Ma la Capriolese ha sempre una riserva pronta (il Gangio) pronto ad entrare alla bisogna. Per fortuna. Nei 1500, come dette si rivede l'immarcesibile Edo Fontana: 4'18"55 il suo ottimo tempo, che in quel momento (poi spiegherò) è il suo miglior tempo dell'anno (12° in assoluto della storia Capriolese).
  • L'ubiquo Edo Fontana il giorno 20/06 lo troviamo pure al miglio palladiano a Vicenza del circuito del Club Del Miglio: terza posizione (mi sa che c'era pure Stefano Avigo) con 4'56"9. E intanto i caps aumentano...
  • "Rappresentanza" ai Campionati Regionali Assoluti a Busto Arsizio, il 23/06. Grandissimo Edo Fontana che finalmente abbatte la barriera dei 4'18", siglando il tempo di 4'17"82, che è la decima prestazione di sempre capriolese. E' anche la 5^ miglior posizione (la sua 10^ nella classifica generale) ottenuta da un Capriolese ad un campionato regionale assoluto individuale (l'anno scorso Edo era arrivato 15°). Nei 400 Cosimo Sguera si attesta a 53"71 che gli vale il 27° rango regionale, che è anche la sua miglior posizione di sempre sui 400 ai regionali (28° e 29° le altre) nonchè la miglior posizione nei 400 si sempre di un bianco-blu (al link la liste delle posizione capriolesi ai Regionali individuali).
  • Sempre il 23/06 piccola spedizione in terra elvetica (Chiasso) del sottoscritto e Ferdinando Savarese. La giornata sembra propizia: giornata fantastica, vento giusto, ma i risultati no. Il mio 100 in 11"38 e quello del Duca in 13"32, che se non altro è il suo personale stagionale, e soprattutto è il nuovo record provinciale bresciano M55. Migliorato il suo precedente 13"35.
  • Arrivano i c.d.s. master all'Arena (era solo sabato e domenica scorsi). La prima serie dei 100 lascia qualche strascico sul Duca (prima gli viene letto il suo tempo di iscrizione, cioè 13"32, poi gli viene attribuito un tempo inferiore ad un atleta giuntogli davanti, 13"13, poi un carteggio segreto gli avrebbe attribuito un 13"30 sulla base di un errore). Ferdinando decide così di andare a Como (Memorial Gamba) per sfogarsi, e purtroppo non si trova le condizioni ideali: 13"35. E' presente anche Omar Lonati: 11"74, cioè il suo primo 100 ufficiale in Capriolese. Tempo che lo inserisce al 7° rango all-time, in una posizione affollatissima (prima e dopo)... al link le liste all-time dei 100 Capriolesi.

mercoledì 30 giugno 2010

Capriolese: Record Italiano 4x400 M35!

Ho aspettato qualche giorno di troppo per dare questa notizia perchè eravamo troppo presi coi c.d.s. master, l'organizzazione della squadra, il dover tirare la coperta a destra e manca a seconda dei mancamenti. Ma non si poteva certo dimenticare una pagina della nostra storia Capriolese fondamentale come quella scritta il 16 giugno all'Arena Civica di Milano (sempre lì!). Il record italiano della 4x400 M35 di società, cioè il 3° record italiano della Capriolese (dopo i 60hs M40 del Toro Fausto Frigerio e della svedese M35). L'evento era stato pianificato con cura, e c'era sentore nell'aere della grande impresa, giusto 3 giorni dopo la messe di medaglia conquistata all'olimpico. Tutto pianificato: la Dea Fortuna ha voluto che si fosse trovati una compagna di viaggio nella "Progetto Azzurri" nella ricerca del tempone, squadra piena di giovani virgulti da 3'23". Quindi l'imperativo è stato fin da subito stargli più vicini possibile, sfruttare le scie, trovare punti di riferimento. Parto io, con Gangio in seconda: 500 metri fino alla corda da stare appresso-appresso, poi il modulo lunare si sarebbe staccato per inerzia, ma a quel punto avremmo avuto la strada spianata verso il record. Il mio avversario è uno da sub-50" (come segnalatomi dal buon Mik Folli nel pre-gara), ma probabilmente corre una frazione da 50"5/51" tanto da permettermi da stargli non troppo lontano. Poi parte il Roby Gangini, che ad un certo punto sembra quasi colmare il gap. Quindi deve aver avuto un attimo raziocinante, e si mette in galleggiamento ad una ventina di metri dal suo avversario. Cosimo Sguera fa la sua classica frazione con le palle e cede il testimone a Luca Landoni, che traghetta il testimone sul straguardo dopo 3'33"12 dallo sparo. E' il nuovo record italiano M35 di società: più di 3" in meno del precedente record degli amici dell'Athlon Bastia. Un'altra piccola pagina di storia sulla nostra bacheca.

domenica 27 giugno 2010

9456! E ora incrociamo le dita

Per essere la prima volta che ci impegnamo in un Campionato di Società Master non siamo andati affatto male. 9456 punti, cioè poco più di 727 punti per gara, con il dominio nella velocità (5 vittorie su 5, comprese le staffette), il totale di 7 vittorie con le ulteriori vittorie nel peso e nel salto triplo, i sei secondi posti nel lungo, nei 200hs, nel disco, negli 800, nei 1500, nei 3000... pensare che dopo tutto questo non si possa nemmeno andare a Cagliari, può far dispiacere. Ma non ci sarebbe comunque problema, perchè più di così, secondo me, non si sarebbe potuto fare. Alcune prestazioni un pò sottotono sono state ampiamente compensate da altre incredibili e inaspettate: anzi, forse sulla bilancia abbiamo caricato più cose positive che negative. Pesano un pò gli assenti cronici (su tutti Fausto Frigerio, Antonio La Capra e Fabio Orlandi) e probabilmente qualche assenza "strutturale" nei concorsi, ma soprattutto pesa l'età!! E questa, se da una parte è una sfortuna in termini di punteggio, nel c.d.s., è sicuramente positiva sotto tutti gli altri aspetti. Ma andiamo con ordine con i fatti di giornata.
  • La giornata Capriolese inizia col grande amico Lele Garini con cui ormai condivido le piste e le pedane da quasi 30 anni (fa un pò senso scriverlo). Ieri il gran cuore gli aveva fatto coprire il triplo e la 4x100 con 2 vittorie e un record italiano sfiorato. La mattina alle 8.30 (orario inusuale per una gara, ma cercare soluzioni alternative fa sempre bene) annuncia di avere la gamba "enpanada", grandemente "empanada" dopo le gare di poche ore prima. Ma c'è. In gara ha Paolo Citterio fuori range. Parte lo stesso con ardimento, fa i primi due ostacoli come una jena, poi la stanchezza si fa sentire. Deve cominciare a cambiare gamba, e poi ancora: ma l'importante è arrivare in fondo per il team! Arriva sul traguardo 2° in 28"34, gran tempo, ma come dimostreranno le immagine del "dopo" distrutto.
  • E' poi la volta di Roberto Gangini sui 200: l'esordio sulla distanza dopo un anno esatto dal tesseramento in bianco-blu. Nato come 60ista vederlo sui 200 in chiave societaria è stata un azzardo e poi una scelta azzeccata col senno di poi. 23"66 e il miglior risultato in termini di punteggio della due giorni c.d.s.: 864!! Tempo che gli vale anche il record sociale M40. In due giorni praticamente 1700 punti e la staffetta del quasi-record, meglio di così... Aggiornate la classifiche all-time dei 100 e dei 200: il Gangio si issa al terzo nei 100 e al quarto nei 200.
  • Nella serie immediatamente successiva è il turno di Ferdinando Savarese. La sfortuna vuole che sulla sua gara si sprigioni un vento contrario di quasi 2 metri. Gara tatticamente ineccepibile (anche di questo ho un video) conclusa con un ottimo rettilineo finale. 26"62, cioè record sociale M55 ed ennesimo record provinciale (il 5° sui 200, dopo la partenza da 27"16 ad aprile, cioè 54 centesimi in meno dall'esordio). Il tutto con 1,6 di vento contrario!
  • Mentre la velocità si dipana sulla pista, sulla pedana del salto in lungo si cimenta Omar Lonati in una di quelle specialità con punto interrogativo. Omar infatti non ha mai provato questa specialità, ma i rumors dal XXV aprile parlavano di cose mirabolanti in allenamento, quindi la scelta è stata quasi obbligata. Il giorno prima Omar mi fa: "domani salto in lungo ma devo fare quella cosa là..." - "Cosa?" - "la rincorsa"; "Come la rincorsa? Non l'hai trovata in allenamento" - "no". Ok, speriamo in bene allora. E Omar non tradisce: 5,70 al primo, 5,64 al secondo, un nullo per concludere in 5,79 (ventoso). Il risultato che non ti aspetti, ma fino ad un certo punto. Grande sorpresa davvero.
  • Gli 800 sono una delle gare più emozionanti del lotto. Ancora una volta. Luca Landoni, sballottato da una parte all'altra del Nord Italia in attesa di una figlia, impegnato nelle trasmissioni radio dei Mondiali di Calcio, si presenta alla mattinata decisiva in condizioni enigmatiche. Le gambe molli, il volto imperscrutabile. Poi ci si mette anche la tattica di Cosimo Sguera a inserire variabili indipendenti impazzite. Sotto il solleone infatti il Kos piazza la gara che non ti aspetti: partenza a razzo con tutti i suoi avversari sbigottiti. 28" ai 200. Si crea subito la spaccatura e per il Lando si spegne la luca: non è la sua gara quella tirata (almeno quest'anno). Il Kos continua a spingere, passa in 58" ai 400 tirandosi dientro Francesco D'Agostino e Giuseppe Romeo (il non plus ultra sugli 800 M40 e M45). Ai 200 D'Agostino piazza lo scatto-secco (che pagherà), mentre Romeo aspetto i 120 finali (che lo premieranno). Kos tiene come una Jena e finisce in un grandissimo 2'01"64, stramazzando al suolo e rimanendoci per una decina di minuti. Peccato per il Lando, che finisce oltre i 2'10". Per il Kos 100^ presenza con la maglia Capriolese: non ci poteva essere modo migliore che una gara del genere per bagnare l'evento.
  • Nel disco la Capriolese sfoggia addirittura la coppia di lanciatori. Succedeva solo ai tempi di Ubaldo Ranzi e Paolo Franco. I risultati più o meno simili a quelli di allora. Il Alessandro Valsecchi paga ancora un infortunio alla caviglia e la stanchezza pregressa dei Campionati Italiani Master, dove ha dovuto lanciare ogni tipo di attrezzo per 3 giorni consecutivi. Quindi piazza il suo 34,85 senza infamia e senza lode, così come nelle previsioni del "pre". E sono così 80 caps capriolesi per lui. Citazione d'obbligo anche per l'esordio bianco-blu di Stefano Dossena, settimo al mondiali master di Lahti del 2009. Poi una serie interminabile di infortuni con un'operazione alla spalla. Ma oggi ha voluto esserci ed onorare in questo modo la squadra, con un 31,89 nemmeno tanto male, in attesa che l'anno prossimo (così come da lui sostenuto) si allenerà per essere un atleta duttile (vista l'origine decathletista).
  • Nei 3000 fatica di altri tempi per Edoardo Fontana, quest'anno più alla ricerca di temponi che alla conquista di caps. In settimana l'ottimo 4'17"82 a Busto sui 1500. Ieri il 4'22" tattico e poi la madre di tutte le fatiche: 3000 a 33° nel pieno del centro di Milano. Passaggi arditi (3'08" ai 1000 e 6"13 ai 2000) tanto da confessare candidamente che se non ci fossero stati i punti da prendere per la società ai 2000 avrebbe deviato per il prato. Invece ha continuato concludendo con una fatica immane in 9'36"12, a pochi secondi dal suo record sociale assoluto (ma corso in freschezza). Davvero un'immagine della Capriolese operaia che spera di andare in paradiso.
  • La 4x400. Cerchiamo di movimentare la prima parte, per stimolare i primi frazionisti e non ridurre ad una mera formalità la gara. Paolo Gangini viene messo in prima, e probabilmente sarà quello che renderà di più rispetto ai propri standard attuali. Gara aggressiva, dove devasta immediatamente i decalage delle altre società cedendo il testimone già con ampio margine al Lando. Il lando paga ancora una certa opachezza e soprattutto l'800 di un'ora prima, comunque aggiungendo ulteriore margine al cambio. Poi è il mio turno, anch'esso sotto tono, per concludere con Cosimo che finisce pure forte, ma purtroppo senza il premio del record italiano M40. Non c'è problema, più di 800 punti e il totale a 9456. Ora non ci resta che aspettare...

sabato 26 giugno 2010

La Capriolese passa indenne la prima giornata: ma le altre...

Alla fine eravamo abbastanza euforici, adesso che sono le 22 di sera, ritrovo un attimo di lucidità per dire che sarà difficile. Abbiamo una buona media-inglese, ma le altre società lombarde stanno andando davvero forte: un'impresa nell'impresa. L'Ambrosiana ha diversi over-70 che portano centinaia di punti. Rischia la vittoria regionale addirittura la Virtus Castenedolo, che ha schierato Pagani nell'alto, D'Agostino sui 400, Romano nel peso, Gadaldi nei 1500: tutti sopra gli 800 punti, una caterba di punti. E i Daini di Carate? Con Giuseppe Romeo, i fratelli Mauri, l'M90 Rovelli stanno anche loro davvero mietendo punti su punti, così come la Cento Torri di Pavia. Sarà difficile, più difficile del previsto. A questo punto penso che per andare a Cagliari servano non meno di 9400 punti se non si vince il raggruppamento (cosa assai difficile). Comunque, diciamo che tutto questo arriva nonostante le 5 vittorie di gara in 8 specialità, e questo un pò ci ruga. Il primo a scendere in pista è stato il Duca Ferdinando Savarese, che demolisce il suo personale stagionale con 1,1 di vento contro in 13"13! Naturalmente è l'ennesimo record sociale M55 ma soprattutto il nuovo record provinciale (3 primati sui 100 M55 quest'anno). Poi tocca a Roberto Gangini che inizia a prenderci gusto alle gare e chiude in 11"52 con 1,3 di vento a favore, che è anche il suo record bianco-blu che gli permette di sorpassare Biffi nella graduatoria all-time dei 100 (vanta un 11"55) portandolo al 3° posto di sempre. Per lui 823 punti che sono anche il miglior punteggio Capriolese della prima giornata. Nei 400 prima serie "catechizzata" dai nostri colori: il sottoscritto finisce in 51"76 (mio 2° tempo da sempre in Capriolese). Cosimo Sguera, nonostante tutti i piccoli acciacchi finisce in 53"16, che è il suo 4° tempo di sempre, ma con il personale master a 52"83 (cioè soli 31 centesimi) ottenuto agli italiani master del 2008. Nella stessa serie c'è anche Paolo Gangini che finisce in 56"26, un solo centesimo dal SB 2010. Speriamo che domani nella 4x400 faccia una grande frazione! Edo Fontana fa la sua solita gara caparbia sui 1500, battuto dal solito Giuseppe Romeo, in cerca di rivincite dopo Roma: 4'22"62 e domani mattina all'alba gli toccano pure i 3000, ma Edo è uno che sotto stress fisico dà il meglio di sè. L'alto rimane sguarnito, Biffi, si sa, dopo essersi proposto in 16 discipline delle 15 previste, ci ha tirato il paccone megalattico! Quindi tocca a Lele Garini rintuzzare un pò di buchi e... all'atleta a sorpresa. Nel triplo Lele torna sopra i 12 con 12,17 vincendo la gara (così come Robbo Gangini e il sottoscritto sui 400). Per lui si tratta della seconda prestazione di sempre nel triplo, dopo il 12,34 che gli consentì di vincere il bronzo agli italiani master di Bressanone 2008. Nel lancio del peso Alessandro Valsecchi, dopo la sbornia di medaglie di Roma, è un pò irretito e fa fatica a trovare il giusto lancio: probabilmente avrebbe dovuto lanciare il martellone una decina di volte, il martello una quindicina per scaldarsi come si deve. Il suo 12,08 (4^ vittoria Capriolese) non lo soddisfava, me ne rendo conto, ma non c'è problema: domani c'è il disco con Dossena. Sarà già più caldo dopo la gara di oggi. Nei flash di giornata la sfortunata 4x100 (Roberto Gangini, Andrea Benatti, Omar Lonati, Lele Garini) che domina con autostrade di vantaggio, ma sbaglia di soli 4 centesimi il record italiano M35 di società: 44"64 a 44"60! Mannaggia! Per fortuna ci si consola con il buon punteggio (800 punti netti) che compensano un pò la fuga delle altre società. Nella giornata piazziamo anche un redivivo Rengo: tesserato in giornata (grazie alla collaborazione di Marco Duca e di un cingalese di via Paolo Sarpi) "copre" il giavellotto con 23,44. Ai posteri tramanderemo oralmente anche questo aneddoto, paragonabile a quello che occorse a Pavia nel 2005, con protagonista Gianatti. Si chiude così la prima giornata in un'Arena afosa. Lo statistico Luca Landoni commenta favorevolmente gli esiti (si parla di un 732 punti di media). Potrebbero bastare? Non lo so... cerchiamo di fare meglio domattina!