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sabato 26 giugno 2010
venerdì 25 giugno 2010
giovedì 24 giugno 2010
La domenica dorata: 3 ori, il Vals, la 4x100 e... il Ben
La domenica romana è quella delle vendette. I capriolesi hanno ormai dato quasi tutto, rimangono poche frecce al nostro arco. La mattina si scopre addirittura un'inopinato spostamento in avanti dell'orario delle staffette. Dalle 13 circa alle 16! E chi la fa a quell'ora? Naturalmente noi che siamo lì a maglie "larghe" non ci curiamo degli spostamenti radicali d'orario (io sono in auto, i Ganginis hanno il treno alle 19, Mik e Cosimo addirittura partono il giorno dopo) molti avversari invece abbandonano l'olimpico per aerei, treni e mezzi vari. La mattina è tempo di 200. La giornata è splendida. Volendo vedere, il clima è quello che si respira durante le batterie di un campionato del mondo o di un'olimpiade (quelle vere). L'ombra della copertura dello Stadio Olimpico sulle tribune e sulla pista, i colori vividi, gli spalti vuoti: sembra di essere in una di quelle telecronache di Franco Bragagna quando commenta la presenza (appunto nelle batterie) di atleti sui generis, che vestono improbabili mise, negli stadi semideserti dei primi turni. Ma il clima è lo stesso magico. Alla partenza dei 200 si crea addirittura una piccola folla sulle tribune, decisamente molta di più che sul rettilineo d'arrivo. Il primo a bagnare questo clima surreale e magico è Ferdinando Savarese, il Duca, che giunge sì terzo nella serie migliore con 26"74 (nuovo record sociale e provinciale M55) ma che alla fine dovrà fare i conti con l'ennesimo Carneade (chi è costui?) che in una serie di rincalzo risucirà a scalzarlo dal podio. 4° anche lui! Altra medaglia di legno, che fa il tris con quella di Cosimo Sguera sugli 800 e Roberto Gangini sui 100. Tre legni e 4 medaglie il conto al banco dopo il 200 di Ferdinando. Dopo diversi minuti, quando il sole batte ormai a picco sull'erba calpestata da chi i miliardi li fa a palate, è la volta della categoria M35. Il primo a provare l'ebbrezza della velocità centrifuga è Mik Folli che vince la seconda serie con 24"70. Mik sta cercando di tornare su livelli che gli competono (direi sotto i 53" e sotto i 24" giusto per gradire), ma la strada diventa difficile se in mezzo al cammin si ritrova con diversi problemi di equilibrio generale, che lo portano ad una serie infinita di piccolo infortuni. Risolti, potrà iniziare ad essere protagonista. E' poi il mio turno: sono assai fortunato e non ho paura a dirlo. Mancano molti degli avversari degli ultimi anni. Mancano anche diversi avversari che quest'anno si sono messi in luce, e con i quali sarebbe stato davvero arduo lottare. La sorte mi concede in dono addirittura la 3° corsia, con i più temibili avversari proprio a ridosso. Non posso perdere, mi dico. Parto, probabilmente non fortissimo, controllo. Affianco gli altri due verso la fine della curva. Mi dico "è fatta". Esco in testa (ho tenuto gli occhiali da sole e non ho molto chiara la visione periferica). Non odo passi, mi concentro sulle braccia: voglio sembrare elegante... taglio il traguardo. Primo: 22"74, nemmeno un pessimo tempo. Il migliore dell'anno. Incontro Mik, nel "dopo": "eh... c'è mancato poco". "Come c'è mancato poco?" Gli rispondo io. Poi guardo le immagini acquisite dal Pistillus e per un attimo mi tremano le mani: Flavio Barberi è arrivato infatti a meno di un metro (22"84), mentre io mi barcamenavo elegantemente. Ma lo giuro, non l'ho visto, maledetti occhiali! Vabbè, lezione imparata. Ogni gara è una scritta sull'acqua. Dal non lontano stadio della Farnesina, riesco a finalmente a sentire il Vals, Alessandro Valsecchi. "Uè, com'è andata??". "Ben, oro nel disco...". "Come ORO??? Ma era la gara dove avevi più avversari?". "Ehh...". In pochi minuti due ori! E sono 4 titoli italiani, lontani dalle più rosee aspettative!!! E al Vals manca ancora il lancio del martello. Intanto si è fatto mezzogiorno e... oltre. Aspettiamo la nostra staffette INVINCIBLE. E l'attesa porta l'ennesima medaglia, come quando si guardano le Olimpiadi in TV e arriva un flash della Scarnati che interrompe la trasmissione del nuoto di Galeazzi per annunciare una medaglia dal tiro a volo. Ecco, Alessandro Valsecchi alla Farnesina compie l'ennesimo miracolo vincendo l'argento nel martello: 4 gare, 4 medaglie. 2 ori e 2 argenti. Campionato Italiano indimenticabile per Alessandro. Il Vals si accomoda sulle tribune dell'Olimpico e ora si gode il suo meritato risposo in attesa della staffetta. Che arriva finalmente! L'ultimo sparo dei Campionati: quello della 4x100 M35. Io e il Gangio ci entriamo di diritto (visto il 3° e il 4° posto nei 100). Ma ormai l'affollamento societario è tale che bisogna fare scelte. Mik ha corso i 200 in 24"70, dà buone garanzie. Il 4° diviene Cosimone, compagno ormai di mille battaglie: gli toccherà la terza, così come a Bressanone nel 2008. E' un animale da staffetta e non deluderà: ne sono sicuro. Nel pre-gara comprendiamo come l'impresa sia tutt'altro che facile. Lo spauracchio è la società che annovera tra le sue fila l'energumeno fresco campione italiano dei 100. Rumors li danno per favoriti e comunque saranno sicuramente rognosi. Apparentemente sembrano tosti. Gli siamo interni: la sorte ci protegge anche in questo caso. Possiamo fare la gara "a vista". Si parte! Il Gangio è una jena, tiene l'energumeno, il punto di forza dell'altra società. Qualcuno lo vede cambiare per primo: io no, perchè semplicemente quando c'è un cambio della Capriolese, mi devo voltare... è più forte di me. Tocca a Mik. Ma lo vedo solo dopo 30/40 metri dall'aver ricevuto il testimone. Non siamo messi male. Siamo lì. A poca distanza. Non guardo il secondo cambio... mi rivolto dopo qualche secondo e siamo ancora in piedi, in corsa. Cosimo ha in mano il testimone e sembra davvero veloce. E' interno e PASSA l'avversario, stiamo andando in testa! E' il mio turno... si parte... sento il testimone toccarmi le dita una prima volta... azz... poi una seconda... lo afferro stavolta... ce l'ho. Non ho più nessuno di fianco, e corro! Alzo il braccio già a 40 metri dalla fine... esagerato! Poi si taglia il traguardo: 5° oro, la 4x100 M35 rimane imbattuta: 45"41. E' finita, il podio, gli abracci, le foto in mezzo al prato dell'Olimpico e si riparte, sulla mia Lancia Y col Vals. Un pò una rivisitazione del programma Milano-Roma che andava in onda su Rai3. Ma senza aria condizionata, il che ha reso il viaggio decisamente più vissuto. Grandi ragazzi: grazie per questi 3 giorni!martedì 22 giugno 2010
Roma 2010: il sabato pomeriggio, tra legni e ori
venerdì 18 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
Roma 2010 - il sabato mattina, inizia la corsa all'oro
Si passa ai 100. Stavolta gettiamo sul tavolo Roberto The Robbo Gangini. Gli alibratori lo danno a 2 al traguardo, con un più pessimistico 40% di possibilità dategli proprio dal proprio fisioterapista (che nell'attribuirgli tale percentuale, voleva infondergli un minimo di fiduci). Gli infortuni lo hanno martoriato per giorni e giorni dopo Ancona. La categoria M40 dei 100 è poi probabilmente una delle più agguerrite categorie, una delle più affolate. Carletto , in una delle prime batterie, viene posto in mezzo, nella corsia e sui blocchi che solo un paio di giorni prima erano stati di Asafa Powell. Carletto (a caccia di caps?) conclude in 12"98: come avrebbe poi dichiarato alla stampa "sotto i 13!!". Constatazione perspicace. Poi viene il turno del Gangio: partenza al fulmicotone e 11"66. Vittoria in batteria, come i più forti: guadagnerà di sicuro una buona corsia in finale. Battutto Jacqantoine, in esterna. Poi viene il mio turno: 11"42 in quasi-rilassatezza: faccio addirittura un'ottima figura in partenza, vista la non lena dei compagni di cordata. Finale. Due finali, un quarto e un ottavo. Rimane un pò di amaro. Ricevo a quel punto la telefonata del Vals, dalla non lontana Farnesina: "Ben, medaglia d'oro nel martellone!". "Ma dai, Grandeeeee!". "Migliorato di 80 centimetri il personale, 12,60!". Alessandro Valsecchi così ottiene il 20° titolo italiano Capriolese della sua storia (e non sarà l'ultimo), con il contemporaneo record sociale assoluto, record sociale M35... Cosa ci aggiungiamo? E sono due medaglie: un oro e un argento. A quel punto, in quella mattinata, viene da chiedermi se il Vals sarà l'unico vincitore di medaglie della nostra spedizione. Da lì a poco inizierà il pomeriggio capriolese. Cosa accadrà?
mercoledì 16 giugno 2010
Grazie Roma! La prima giornata
Campionati Italiani Master a Roma. Cornice unica, inimitabile: probabilmente non esisteva una location migliore in Italia per poter correre. E la Capriolese ormai come tradizione da 4 edizioni a questa parte, si presenta con un nutrito gruppo di spavaldi e nerboruti atleti. La prima giornata è quella che apre le danze: il giorno prima la pista dell'Olimpico è stata onorata dal Golden Gala. Sulle medesime corsie si presentano in ordine di apparizione sui 400 metri Carletto Caruso, Paolo Gangini, Michele Folli e Cosimo Sguera. Nel mentre, in una nicchia di prato solitamente calcato degli Dei (mortali e fallaci) del calcio, la Catapulta Ale Valsecchi si misura con la Nazione per mantenere il titolo italiano conquistato al coperto ad Ancona: impresa ardua, ve lo dico subito. Nei commenti del pre-campionato, si valutava come obiettivo il podio. Gli accrediti di iscrizione erano già di per sè da togliere il fiato. Purtroppo sono in viaggio, non godrò di quei momenti. Il primo a bagnare col sudore la pista della Diamond League è Carletto Caruso: al suo 23° appuntamento con la maglia Capriolese stampa un 58"64 tra gli M40 che pareggia Vincenzo Felicetti (vincitore tra gli M60). Tempo che rappresenta la 67^ prestazione in Capriolese (outdoor ed indoor incluse) ed il suo PB da Master. Meglio dell'esordio sulla medesima distanza fatto ad Ancona indoor. Dopo pochi minuti sulla rampa di lancio giunge l'ora di mister "millesimo caps", Paolo Gangini. Secondo il racconto fattomi in diretta telefonica da Luca Landoni, Paolo si sarebbe immolato con una tecnica suicida per un 400: passaggi da 52" per 300 metri, poi l'inevitabile passaggio alla cassa del Discount dell'Acido Lattico (che come politica aziendale non fa mai sconti 2x3): il prezzo è salato: 56"32. Solo pochi giorni prima a Rivera, in Svizzera (i risultati non sono stati ancora pubblicati a distanza di 10 giorni) aveva corso un molto incoraggiante 55"6 che lasciava presagire un rapido ritorno a tempi d'elite in breve tempo. Ma come dice Michael Johnson, i 400 si preparano stagione per stagione. Non c'è fretta. Piccola consolazione: non appena uscirà il responso elvetico, il predetto 55"6 sarà il nuovo record sociale M40: soffiato il primato allo stesso Luca Landoni, che a Mariano l'anno scorso corse in 55"93. I 400 M40 esauriscono così le loro emozioni e tornano in pista gli M35. Il primo è Mik Folli, che nonostante i mille acciacchi e il precario equilibrio corporeo tenuto assieme col fil di ferro, ottiene 54"83, suo SB 2010. Ma Mik sarà l'uomo in più, una delle sorprese in positivo di questo campionato italiano master. Il tempo equivale alla 52^ prestazione di sempre tra i Caprioli, l'ottava prova di Mik sul giro della morte, e il suo quarto risultato di sempre. Nell'ultima serie (quella più forte) torna anche lui dopo l'esperienza svizzera, Cosimo Sguera. 53"47, anche per lui si tratta di SB 2010. E soprattutto il 5° rango in Italia: meglio aveva fatto solo a Bressanone '08 dove arrivò il bronzo in una gara passata alla storia. Il tempo si incastona in una selva di risultati tcapriolesi utti vicini al 53"50, al 34° posto di sempre. 14 i 400 corsi da Cosimo da quando veste la maglia Capriolese. Il 53"47 è il suo 6° tempo di sempre. Infine Alessandro Valsecchi. Gara come dicevamo assai ostica, la SUA gara. Francesco Longo è accreditato addirittura di una misura vicina ai 15 metri (che si dimostrerà l'ennesima boutade creata da qualche informatico). E' comunque nettamente più forte in questo momento, e com'è naturale che sia vince la gara. Vincono sempre i più forti, bisogna ammetterlo. Ale non vuole sorprese, e così piazza subito il suo 12,55 che gli darà l'argento. 8^ prestazione di sempre bianco-blu (delle 51 gare nel lancio del peso che mi risultano) e soprattutto prima medaglia "romana" della spedizione. Alla sera mangiata collettiva alla "Caravella", in Via Degli Scipioni. Ti portano la vaschetta del pane e... te la fanno pure pagare di nascosto nel conto! Mannaggia a loro. Ma il giorno dopo sarà un altro giorno!
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