
Finire la prima maratona della propria vita è un’esperienza impagabile, senza esagerare o usare paroloni, un’esperienza di vita. Non immaginavo di poter provare tutte queste emozioni in 42 Km, stati d’animo altalenanti e un’impagabile soddisfazione alla fine. Questa è stata la mia prima maratona, ed è stato magnifico. Sentimentalismi a parte veniamo alla gara: tutta corsa col mare vicino, una bella tiepida soleggiata giornata di Settembre e un percorso discretamente veloce, prima metà ondulata, seconda metà molto piatta (a parte una maledetta collina piazzata ad un Km dalla fine). Alle 9.45 la partenza, gambe abbastanza bene anche se ancora contratte dal parecchio allenamento ma tutto sommato non male, fiato ok, massima concentrazione. Un solo obbiettivo, scendere sotto le 3 ore e 10 min per assicurarmi l’accesso diretto alle maggiori maratone europee per l’anno prossimo ed ovviamente il record sociale che avevo apertamente dichiarato di stabilire e non potevo nemmeno immaginare la figura di merda se non l’avessi battuto. La prima mezza maratona va via mica male, passo al 21 Km in 1:34. Ci siamo. Le gambe vanno ancora abbastanza bene e le colline sono finite. La corsa prosegue bene, uso tutte le postazioni di rifornimento e piano piano comincio a sorpassare chi era partito un po’ troppo forte, questo mi da grande confidenza, tutto procede secondo i piani, sarei addirittura in linea per scendere sotto le 3h e 5 min ma al miglio 20 (circa 32KM) trovo il muro. Non un muro qualunque, IL muro. Il passo Km dopo Km sale, le gambe sono sempre più dure anche se i battiti e i polmoni vanno ancora benissimo. Dovevo aspettarmelo d’altronde con solo 2 mesi di allenamento nelle gambe, troppo poco per sperare di finire tutta la maratona senza problemi. Stringo i denti, il desiderio di camminare è fortissimo, ma non mollo. Miglio 25, la collina finale mi sembra una montagna, ma riesco ancora a passare un corridore, spingo, barcollo ma non mollo. Miglio 26.1, non sono mai stato cosi felice di vedere un traguardo in tutta la mia vita. Ma gli ultimi 50 metri sono di miele, gente che applaude, record sociale in tasca e tempo utile per le prossime maratone. Credo che non tornerò al lungo a questo punto!!! (qui il risultato della gara)